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[copia firmata dal promotore dell'Appello in calce alla terza pagina // nel caso di sottoscrizione personale scaricare il file, cancellare questa parentesi dopo avere controfirmato l'Appello e inviarla personalmente. Versione in inglese a seguire nelle ultime tre pagine]
Vicenza Campo Marzo, 3 ottobre 2009, ore 20 c.
Caro amico di Vicenza e della Pace, gentile cittadino del mondo,
ci resta ancora una carta importante da giocare per fermare la costruzione della nuova Base militare Dal Molin a 1,5 chilometri dal cuore di una città Patrimonio Unesco.
La carta del Diritto Internazionale.
Questa carta, che abbiamo coltivato per più di un anno, può denunciare definitivamente l'illegalità nascosta dietro al progetto della nuova Base che farà diventare Vicenza “la città non in guerra più militarizzata al mondo”.
Un'illegalità diffusa a più livelli e contro cui appelli al diritto nazionale e alle forze parlamentari italiane – che avrebbero dovuto difendere la legalità e rappresentare i cittadini – hanno portato a niente. La grande e dignitosa resistenza locale è oramai agli estremi per quanto riguarda la possibilità di bloccare i lavori, già in fase avanzata, soprattutto dopo la manifestazione del 4 luglio scorso e ad un anno dall'inquietante gestione della Consultazione Popolare del 5 ottobre 2008, consultazione prima proibita dal Consiglio di Stato (fatto gravissimo per un referendum non abrogativo), poi sommersa dall'inettitudine delle classi politiche locali e nazionali, incapaci di gestire il grande potenziale di voto emerso.
Per fermare la Base ed evitare il clima irreparabile di sconcerto e perdita di fiducia nella legalità ti chiediamo di firmare/inviare/segnalare a tutti i tuoi contatti (personali, politici + lista in calce) il seguente Appello di procedura definitiva all'Unesco, ente internazionale sotto la cui garanzia è iscritta Vicenza in quanto Patrimonio Mondiale dell'umanità e sotto la cui protezione dovrebbero sottostare i patrimoni locali dichiarati di valore universale, in particolare modo quando:
Altrimenti, in mancanza di un intervento deciso dell'Unesco, noi tutti promotori del seguente Appello, ci sentiamo legittimati a mettere in discussione – mediante strategie multiple – il valore pubblico e normativo di ciò che sta per dimostrarsi una semplice etichetta che ha fallito nel difendere un Patrimonio che non è solo dell'Italia, ma dell'umanità intera. Un'etichetta che se utilizzata senza garanzie concrete – dopo fatti inequivocabili come la militarizzazione di una Città Unesco che ha tra i suoi compiti lo sviluppo dell'arte e della cultura, non di basi militari – sarà l'emblema dell'ipocrisia e della deriva politica del nostro tempo. Un Patrimonio messo in pericolo molto di più che dal prolungamento di un'autostrada, come la costruenda Valdastico Sud, o da un ponte di cemento, come è capitato a Dresda. Vicenza, non Città Unesco ma Città Militare, dovrà essere in futuro esempio al mondo NON più per l'urbanesimo e la cultura, come si legge nella dichiarazione che nomina la Città parte integrante della Lista Mondiale (Wolrd Heritage List), ma emblema dell'ipocrisia italiana e del malaffare.
E proprio dal concetto di difesa noi partiamo per dare argomenti ai rappresentanti dei governi stranieri (e a tutte le persone civili di buona volontà) che vogliono impugnare la nostra prima istanza Vicenza Fuori dall'Unesco, siglata da oltre 1000 persone con primo firmatario il compianto Mario Rigoni Stern, istanza oggi più che mai attualissima considerando che si sta procedendo alla costruzione della nuova Base militare senza tenere conto delle garanzie internazionali che avrebbero dovuto proteggere la Città. Loro, i rappresentanti dei governi stranieri, possono farlo e portare, ipso facto, all'ordine del giorno del 1°ree; febbraio 2010 della Commissione Internazionale Unesco ciò che i delegati del Governo Italiano non faranno mai: l'illegalità della nuova Base militare Dal Molin.
Ecco tre argomenti inoppugnabili:
A fronte di questi inoppugnabili argomenti che dovrebbero essere patrimonio di tutte le parti politiche che ancora conservano coscienza civile, non meramente partitica, chiediamo a tutte le persone di buona volontà di sottoscrivere e divulgare il seguente serio Appello di procedura definitiva affinché i governi stranieri iscritti all'Unesco intervengano a DEFINIRE l'insanabile contraddizione – indizio fondamentale di tutte le altre contraddizioni e illegalità – tra Patrimonio Unesco e Base Militare (vedi istanza Vicenza fuori dall'Unesco) di modo che la Commissione Internazionale dell'Unesco proceda nella riunione del 1° febbraio 2010 ad un'indagine ufficiale per mettere in discussione e legittimare il Patrimonio Unesco – con i relativi sani benefici economici, non legati alla guerra, ma alla cultura – a una città che non lo merita più essendo essa non più paladina della pace e della cultura, secondo i principi dell'Unesco, bensì succube all'economie di guerra e alle relative strategie “violente e interessate” per risolvere i problemi nelle zone di conflitto. La Base o l'Unesco, l'illegalità o il diritto, questo i cittadini non schierati devono capire e decidere. Non ci sono vie di mezzo o compensazioni di fronte a scelte civili, vitali.
Dresda è stata cancellata per un ponte di cemento sul fiume Elba. Vicenza sta per essere inondata da un fiume dove il cemento è solo la prima apparenza, un fiume le cui acque sono torbide sia a monte che a valle, inquinate dall'illegalità, portatrici di morte, fisica e civile, un fiume di vergogna dove la Valdastico Sud che sfregerà senza eccessiva cura il secolare paesaggio Palladiano è il foriero primigenio affluente di ciò che verrà, il sacrificio della propria dignità e della propria terra sull'altare del denaro, l'istituto bancario per il bene dei soliti noti, venerato da una massa di illusi. Un monito alle Dolomiti, recentemente entrate nella Lista Mondiale. Che non sia solo una veste. Una veste da festa per nascondere il cancro che monta dentro. Molti di noi già dimenticano le armi atomiche stivate per molti anni all'oscuro di tutto e di tutti all'interno dei Colli Berici, tra Site Pluto e il Tormeno.
Caro amico e cittadino di Vicenza e del mondo, firma/invia/segnala questo Appello.
Per salvare la Città di Vicenza, per salvare una parte di te e di ciò che lascerai ai tuoi figli.
La dignità non si trasmette, la vergogna sì.
The World Heritage Centre
United Nations Educational, Scientific and Cultural Organization
7, place de Fontenoy
75352 Paris 07 SP, France
E-Mail: wh-info@unesco.org
ICCROM: The International Centre for the Study of the Preservation and Restoration of Cultural Property
Via di San Michele 13
I-00153 Roma, Italy
E-Mail: iccrom@iccrom.org
ICOMOS: International Council on Monuments and Sites
49-51, rue de la Fédération
75015 Paris, France
E-mail: secretariat@icomos.org
P.S. “Gli americani, ce l'avete con gli Americani!” è il mantra dei pressappochisti. Non è così. Gli Americani - quella parte d'America che ha sempre difeso lo Stato di Diritto - ci hanno liberati (hanno contribuito a liberarci… ) dal fascismo e dal nazismo, due forme d'illegalità totalitarie del secolo scorso. In altre parole ci hanno liberato dalle stesse forze - sotto altre forme - che sono al potere adesso. Se proprio gli Americani vogliono fare qualcosa a Vicenza perché se ne sono innamorati dopo quegli infausti anni, facciano qualcosa che rispetti la sua natura e la sua propensione culturale, in quanto Città Unesco. Facciano ad esempio il più grande Campus Universitario e di Ricerca Scientifica d'Europa.
Qui, da noi. Saranno i benvenuti e troveranno migliaia di vicentini ad accoglierli e a sostenerli.
// Promotore dell'Appello e dell'Istanza: Alberto Peruffo – Antersass Ricerca Culturale e Comunicazione
Fronte della Cultura – Fattoria Artistica Antersass – HraNet
// Per cortesia invia una semplice conferma della tua adesione all'Appello scrivendo una mail a frontedellacultura@libero.it
// I tuoi dati non saranno resi pubblici secondo le norme della privacy e saranno usati solo in funzione del seguente Appello.
Download the appeal in .doc format [45KB]
Dear Friend of Vicenza and Peace, loving citizen of the world
There is one more chance left to stop the construction of the new Dal Molin military Base, 1.5 kms away from the throbbing heart of a town belonging to UNESCO Heritage Sites.
The Paper of International Right.
This chance, which we have been cherishing for over a year, can finally denounce once and for all the illegality hidden beyond the project of the new base, which will inevitably make Vicenza become the “most militarized, yet not-in-war city”.
An illegality spreading on different levels. Against this illegality, appeals to national laws and to Italian Parliamentary forces – which were supposed to work in defence of legality and represent the citizens – have come to nothing.
The big and dignified local resistance is now wearing out and a feeling of helplessness is arising with respect to the chance to stop the construction works which are rapidly going on. This fact is self-evident especially after the 4 July demonstration this year, and one year from the 5 October 2008 referendum. This referendum was not initially allowed by the Council of State, and this fact constitutes a very serious prohibition for a non-abrogative referendum. This chance was finally wiped off by the ineptitude of local and national political forces, unable to deal with the great potential of people's votes.
In order to stop the Base and to avoid the inevitable climate of bewilderment and loss of faith in legality, we ask you to sign/send to your contacts (personal, political ones and those listed below), the following Appeal for a final procedure to UNESCO, an international organization under whose guarantee Vicenza is registered as a World Heritage Site and under whose protection the local Heritage Sites having a universal value should be sheltered, particularly when:
If a strong action by UNESCO should lack, we, promoters of the following Appeal, feel ourselves legitimized to argue – through multiple strategies – about the public and legal value of what is bound to become an empty label that has failed to defend a Patrimony which does not only belong to Italy but to the entire world. This label will be the emblem of hypocrisy and of the political degeneration of our time, if used without true guarantees – as after the indisputable militarization of the Town of Vicenza, although it is protected by the World Heritage, one of whose functions is the development of art and culture, but not military bases. An endangered Patrimony, suffering now much more than by the construction of the Valdastico Sud highway or by a cement bridge, as it happened in Dresda.Vicenza, not a UNESCO Town but a Military Town, would in the future stand out as an example to the world NO longer for its urbanization and culture, as stated in the declaration which names our town as an integral part of the World Heritage List, but the emblem of Italian hypocrisy and wicked conduct.
We start off right from the conception of defence to provide arguments to foreign governments representatives (and to all concerned people) that wish to join our first petition Vicenza out of Unesco (Vicenza Fuori dall'Unesco) signed by over 1,000 people, the first subscriber being the late Mario Rigoni Stern, a petition that is now more than ever alive, considering that they are carrying on with the construction of the new military Base without taking into account the international guarantees that should have protected the Town. They – the representatives of the foreign countries – can take action and bring, ipso facto, into the 1 February 2010 International Committee agenda what the delegates of the Italian Government will never do: the illegality of the new Dal Molin base.
Here are three indisputable arguments:
Considering these indisputable arguments that should be taken in by all political parties which still hold a civil conscience, we ask all concerned people to sign and share the following serious Appeal for a Final Procedure so that the countries members of UNESCO can take action and DEFINE the contradiction between a UNESCO Heritage Site and a Military Base (see Vicenza Fuori dall'UNESCO). In this way , on 1st February 2010 meeting the UNESCO International Committee can start off on an official investigation to question and legitimate the UNESCO Heritage – and its relating economic benefits, not linked to war but to culture – for a town that doesn't deserve it any longer since the our Town is now not a herald of peace and culture – as it should be according to UNESCO principles – but a Town yielding to war economies and “violent and concerned” strategies to solve the problems in conflict areas.
Therefore, either the Base or UNESCO, illegality or right. The free-minded citizens must understand and decide upon this. There are no mid-way stances or compensations vis-à-vis civil and vital choices.
Dresda has been cancelled on account of a cement bridge on River Elba, Vicenza is being flooded by a river where cement is just the outward appearance, a muddy river polluted by illegality and forerunner of a physical and civil death, a river of shame where the Valdastico Sud Highway – a scar on the ancient Palladian landscape – is a sign of ill omen of what is going to happen, the sacrifice of our own dignity and our own land on the altar of Money – the bank just for the benefits of the very few – money worshipped by a mass of deluded fools. A warning to the Dolomites which have recently entered the World List. Let it not only be a dress, a party dress to hide the cancer that is creeping inside. Many of us are already forgetting the A-bombs secretly housed for many years in the Berici Hills, between Site Pluto and Tormeno.
Dear Friend and Citizen of Vicenza and the World, sign/send this Appeal, to save the City of Vicenza, to save a part of yourself and what you will leave to your children.
Dignity is not handed down, shame is.
The World Heritage Centre
United Nations Educational, Scientific and Cultural Organization
7, place de Fontenoy
75352 Paris 07 SP, France
E-Mail: wh-info@unesco.org
ICCROM: The International Centre for the Study of the Preservation and Restoration of Cultural Property
Via di San Michele 13
I-00153 Roma, Italy
E-Mail: iccrom@iccrom.org
ICOMOS: International Council on Monuments and Sites
49-51, rue de la Fédération
75015 Paris, France
E-mail: secretariat@icomos.org
P.S. “You have it in for the Americans”. This is the mantra of those who see things superficially. It is not this way. Americans – that part of America that has always supported the State of Right – have freed us / have contributed to our freedom from Fascism and Nazism, two forms of illegality of the last century. In other words, they broke us free from the same forces (now clad in different clothing) that are now in power.
If Americans wish to do something for Vicenza because they love it after those unlucky years, let them do something which represents its very nature and cultural bent as a UNESCO Town. Let them build the biggest University campus for Scientific Research in Europe. Here, in our town. They will be welcomed and they will meet thousands of inhabitants ready to welcome them and support them.