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Di libri di testo, di cui sentiamo tanto parlare, non provai mai il bisogno. Non ricordo neppure di aver fatto molto uso dei libri di cui potevamo disporre. Non trovo affatto necessario caricare i ragazzi di grandi quantità di libri. Ho sempre pensato che il vero libro di testo dell'allievo è il maestro. Rammento ben poco di quello che i miei maestri mi hanno insegnato dai libri, ma ancora oggi ho chiaro ricordo delle cose che mi hanno insegnato indipendentemente dai libri.
I fanciulli apprendono molto di più e con molta minor fatica con le orecchie che con gli occhi. Non ricordo di aver mai letto un libro dalla prima all'ultima riga con i miei ragazzi. Ma diedi loro, con le mie parole, tutto quello che avevo assimilato dalla lettura di vari libri e oso dire che ne conservano ancora il ricordo nella mente. Era faticoso per loro rammentare quello che imparavano dai libri, ma quello che dicevo loro a viva voce sapevano ripeterlo con la massima facilità. Leggere era per loro un dovere, ascoltarmi era una gioia.
Ritengo che la vera educazione dell'intelligenza proceda soltanto da un appropriato esercizio e addestramento degli organi del corpo, per esempio le mani, i piedi, gli occhi, le orecchie, il naso ecc. In altre parole, l'uso intelligente degli organi del corpo in un fanciullo costituisce il mezzo migliore per sviluppare l'intelligenza. Ma se lo sviluppo della mente e del corpo non va di pari passo con un corrispondente risveglio dell'anima, il primo da solo si dimostrerebbe una ben povera e disarmonica cosa. Perciò, lo sviluppo appropriato e completo della mente può avvenire soltanto quando procede di pari passo con l'educazione delle facoltà fisiche e spirituali del fanciullo
Da tanto tempo ho vergogna, vergogna da morirne, di essere stato, sebbene da lontano, sebbene in buona fede, anch'io un assassino. Per questo ho deciso di rifiutare tutto quello che, da vicino o da lontano, per buone e cattive ragioni, faccia morire o giustifichi chi faccia morire.
Come possiamo comprendere un problema che è solo vostro, e, quindi, come rispondere alla domanda, in che modo prevenire la guerra? È chiaro che dal combattimento voi traete un'esaltazione, la soddisfazione di un bisogno, che a noi sono sempre rimaste estranee. La guerra è un mestiere; è una fonte di felicità e di esaltazione; è uno sbocco per le virtù virili senza le quali l'uomo si deteriorerebbe.
E che effettiva influenza possiamo esercitare sulla legge o sul mondo degli affari, sulla religione o sulla politica, noi che troviamo ancora tante porte sprangate, o appena socchiuse, ma che non abbiamo alle spalle né capitale né potere?
è doveroso chiedersi qual è lo scopo dell'istruzione universitaria, quale tipo di società, di esseri umani deve proporsi di produrre. E comunque io le invierò una ghinea per ricostruire il suo college soltanto se lei saprà dimostrarmi che la userà per produrre il tipo di società, il tipo di persone che possano contribuire a prevenire la guerra.
Nel college si dovranno insegnare solo le arti che si possono insegnare con poca spesa e che possono essere esercitate da gente povera; la medicina, la matematica, la musica, la pittura, la letteratura. E l'arte dei rapporti umani, l'arte di comprendere la vita e la mente degli altri, insieme alle arti minori che le completano: l'arte di conversare, di vestire, di cucinare. Lo scopo del nuovo college dovrebbe essere non di segregare e di specializzare, ma di integrare. Dovrà inventare dei modi per far lavorare insieme la mente e il corpo: scoprire da quali nuove combinazioni possono nascere unità che rendono buona. In questo college povero si impara perché è bello imparare; l'esibizionismo è abolito, non ci sono diplomi, non si tengono conferenze né prediche, non ci sono le vecchie avvelenate vanità e le parate che generano competitività ed invidia.
Se ci chiamano ad insegnare, dopo aver analizzato attentamente ed a fondo le finalità di tale insegnamento, possiamo rifiutarci di insegnare ogni arte o scienza che incoraggi la guerra. Aiutare le donne a guadagnarsi da vivere con le libere professioni equivale ad aiutarle ad attuare l'arma dell'indipendenza di pensiero, che rimane pur sempre la nostra arma più potente. Equivale ad aiutarle a usare la facoltà di intendere e di volere con un aiutare voi a prevenire la guerra.
è chiaro che la risposta alla vostra richiesta non può essere che una: il modo migliore per aiutarvi a prevenire la guerra non è di ripetere le vostre parole, seguire i vostri metodi, ma di trovare nuove parole e inventare nuovi metodi. Non è di entrare nella vostra associazione, ma di rimanere fuori pur condividendone il fine. E il fine è il medesimo: affermare il diritto di tutti – di tutti gli uomini e di tutte le donne – a veder rispettata nella propria persona i grandi principi della giustizia, dell'uguaglianza e della libertà.