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Non credo alla gente che parla agli altri della propria fede, soprattutto con lo scopo di convertire. La fede non ammette di essere raccontata. Deve essere vissuta, e allora si diffonde da sé.
Gli strumenti della ricerca della Verità sono tanto semplici quanto difficili. Possono apparire assolutamente impossibili a una persona arrogante e perfettamente possibili a un bambino innocente.
Tuttavia, ciò che sembra Verità a uno può sembrare errore a un altro. Ma non preoccupiamoci per questo. Se ci impegneremo sinceramente nella Verità, vedremo che le diverse verità sono come foglie di un albero, che sembrano diverse, ma che sono sempre sullo stesso albero.
La via della pace è la via della verità. In verità, la menzogna è la madre della violenza. Un uomo che ama la verità non può rimanere a lungo violento. Nel corso della sua ricerca si accorgerà di non avere alcun bisogno di essere violento e scoprirà inoltre che finché vi sarà in lui la benché minima traccia di violenza non riuscirà a trovare la verità che sta cercando.
La Pace è essenzialmente Amor proprio.
Non si può parlare di Pace
se non si parla con il cuore.
La Pace è il tesoro nascosto dell'uomo;
bisogna scoprirlo.
La Pace abita nello spirito, non nella materia.
La Pace dipende solamente dalla coscienza
che non siamo soli.
Guardate negli occhi un bambino;
capirete cos'è la Pace.
Chi vive per la Pace vive veramente.
La Pace non è nella serietà ma nel sorriso.
Non si potrà avere la Pace
finché ci sarà la cultura della violenza.
Comprendere il significato della guerra
vuol dire seminare pace nel nostro cuore.
La semplicità è la radice della Pace.
Le guerre di religione sono la prova
della distorsione mentale dell'uomo.
La realtà è dura ma la guerra è peggiore.
Temo che voi pensiate alle religioni come a grandi clubs, a dei superpartiti, entità nelle quali si entra, dalle quali si esce: scatole insomma. Per l'uomo moderno la religiosità dovrebbe essere invece qualcosa di completamente diverso: non un sistema ma un'attitudine verso la vita; non un punto d'arrivo, ma un punto di partenza; non un edificio statico, ma un fluido dinamico; non uno scaffale, ma un seme ed un fiore.
“Vai vattene”, l'ordine è di estirparsi e diventare nomade sotto la traccia indicata dal cielo. I piedi di Abramo obbedirono subito: “Vaièlekh”, e andò. Come fu che una divinità nomade che aveva per santuario una tenda e viaggiava beduina per i deserti, finì rinchiusa dentro chiese, moschee, sinagoghe, dentro i recinti delle religioni? Dove smette il cammino, la sua santa deriva, cominciano le mura. Non è servita la dura lezione di due Templi distrutti a Gerusalemme. I monoteismi si sono dati all'edilizia e alla fortificazione.
Fratello ateo, nobilmente pensoso
alla ricerca di un Dio che io non so darti,
attraversiamo insieme il deserto.
Di deserto in deserto
andiamo oltre la foresta delle fedi
liberi e nudi verso il nudo Essere
e lì dove la parola muore
abbia fine il nostro cammino.